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domenica 9 dicembre 2018

IL GRANDE ATLANTE DEI DINOSAURI


“Per un attimo mi chiesi dove avevo già visto quella sagoma sgraziata che inarcava il dorso rivestito da una frangia triangolare e quella strana testa da uccello che si teneva a pelo del terreno. Poi ricordai. Era lo stegosauro, esattamente la creatura che Maple White aveva ritratto nel suo album da disegno e che aveva subito attratto l’attenzione di Challenger...il terreno tremava sotto il suo peso tremendo, ed il modo in cui tracannava l’acqua risuonava nel silenzio della notte...” 



Queste brevi righe sono tratte dal libro di Conan Doyle “Il mondo perduto: la valle dei dinosauri”. Lo stegosauro descritto in tutta la sua straordinaria maestosità è certamente comparso nella vostra memoria, ma avete mai visto le dimensioni di quelle frange triangolari poste sul dorso? Sapete cosa significa il suo nome? E in quale continente è stato rinvenuto?

Non è necessario andare al museo o contattare un esperto paleontologo per rispondere a queste domande. Basta sfogliare un eccezionale libro di divulgazione scientifica edito dall’ Editoriale Scienza dal titolo “Grande atlante dei dinosauri” scritto e illustrato da A. Rooney e J. Gilleard. E' un viaggio nelle trame del tessuto del tempo profondo, esattamente nel Mesozoico, da 252 a 66 milioni di anni fa, periodo in cui tutti i continenti erano popolati dai dinosauri. 

Nelle doppie pagine del testo si trovano tantissime informazioni sulle scoperte passate e più recenti dei dinosauri di ogni continente, dal Nord America in cui sono stati rinvenuti più fossili di dinosauro che altrove, al Sud America, all'Europa passando per l'Asia dove Cina e Mongolia hanno preservato giacimenti ricchissimi di dinosauri ed infine all'Africa, all'Antartide ed all'Australia. 

Il libro, realizzato con la consulenza del dott. David Button, paleontologo e cacciatore di dinosauri presso il Museo di Scienze Naturali della Carolina del Nord, America, contiene mappe che localizzano i luoghi delle scoperte delle specie più importanti dei dinosauri, rappresentati da fotografie e disegni, corredati da indiscrezioni, singolarità e dettagli poco conosciuti. 
Ancora all'interno di ogni pagina cartonata si possono ricercare delle finestre da aprire che stuzzicano l'interesse dei ragazzini più curiosi. Non mancano approfondimenti in merito alla fossilizzazione dei dinosauri, scopritori e cacciatori di dinosauri, alla tettonica a zolle, alla deriva dei continenti e all'evoluzione di questi rettili, tutti argomenti trattati con un buon rigore scientifico ma di facile lettura poichè il libro è consigliato per bambini dagli 8 anni in su. 

Non manca una pagina con il dinosauro più amato di tutti, il tirannosauro raffigurato con le piume, particolarità che non passerà inosservata ma che prende in considerazione le ultime teorie sui dinosauri piumati. 

Caratteristica unica di questo volume è stata inserire sotto forma di fotografie alcuni reperti fossili in grandezza naturale, un modo per emozionare ancora una volta i piccoli e grandi lettori appassionati di questi rettili ormai estinti.



A proposito... non avete mai visto le dimensioni di quella frangia triangolare sul dorso dello stegosauro... la piastra ossea citata da C. Doyle nella descrizione sopra... trovatela in grandezza naturale nel libro!



Per acquisti ed informazioni, la casa editrice si trova a questo link:

giovedì 6 dicembre 2018

AL CINEMA IL DOCUMENTARIO "DINOSAURS"


Arriva al cinema dal 10 al 12 dicembre 2018 un lungometraggio diretto da Francesco Invernizzi e distribuito da MagnitudoFilm dal titolo "Dinosaurs" che racconta la passione dei paleontologi alla scoperta dell'era Mesozoica e dei suoi straordinari rettili. E' il primo science road movie che ripercorre sotto tutti gli aspetti la storia dei più recenti ritrovamenti nel settore della paleontologia.


Per ulteriori informazioni sulle sale che proiettano il film e per visionare il trailer del documentario: 


lunedì 10 settembre 2018

RIAPRE "RITORNO AL GIURASSICO. PUO' CONTENERE TRACCE DI DINOSAURI"

RIPRENDE IL VIAGGIO INTERATTIVO NEL TEMPO ALLA SCOPERTA DELL’EVOLUZIONE DELLA BIODIVERSITÀ

Il Parco Nord Milano torna a essere la casa dei dinosauri. 

La mostra “Ritorno al Giurassico. Può contenere tracce di dinosauri”, ideata e curata da Associazione Idea e Coolture, nell’ambito del programma #verdemiracoloamilano cofinanziato dalla Fondazione Cariplo - riapre dopo l’estate, sabato 15 settembre, nell’ambito del XII Festival della Biodiversità (13/23 settembre 2018) -, presso la Cascina Centro Parco di Parco Nord Milano. 

La mostra sarà aperta tutti i sabati, le domeniche e i festivi , dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.30 fino a fine 2018 e, solo nel periodo del Festival, da lunedì 17 a venerdì 21 settembre, anche dalle 16.30 alle 18.30.

Il calendario di settembre prevede due eventi speciali:

Venerdì 21 settembre alle ore 18.30:
Presentazione del libro “Dinosauri dalla A alla Z”, di Paola D’Agostino (De Agostini Editore). L’autrice racconterà il mondo dei dinosauri, citando sia gli esemplari più noti e più curiosi, sia quelli italiani. Evento gratuito, via Clerici, 150 Sesto San Giovanni.

Sabato 15 settembre e sabato 22 settembre, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 19.00:
Laboratori di robotica, in cui i bambini potranno cimentarsi nella creazione di un DinoRobot con i mattoncini Lego. Imparare giocando perché i più piccoli potranno “dare vita” ai dinosauri, seguendo le istruzioni degli operatori che li aiuteranno nella programmazione. 

Costo laboratorio: 10,00 euro - costo mostra+laboratorio 14,00 euro. 
Rivolto ai bambini dai 6 anni, via Clerici, 150 Sesto San Giovanni.

La mostra: “Selfie” con dinosauri in realtà aumentata e animali vivi
Un Tyrannosaurus rex e un Parasaurolophus, immersi nei pannelli posizionati di fronte ai due ingressi, accolgono i visitatori. Grazie all’app, che si può scaricare gratuitamente sullo smartphone, i due dinosauri compaiono in dimensione reale, dando così la possibilità a grandi e piccini di farsi un selfie con il dinosauro.

La mostra è un progetto di edutainment, in tre sale, sulla biodiversità e sull’evoluzione del territorio e della vita sulla terra, che catapulterà il visitatore a contatto con animali vivi (i piranha, il pitone reale, le farfalle tropicali, il millepiedi gigante africano, le blatte soffianti del Madagascar) scelti in base a caratteristiche che li accomunano con specie del passato permettendo così di confrontarne adattamenti, alimentazione, caratteristiche anatomiche e altri aspetti significativi. I quattro dino-sauri ritrovati su suolo italiano (Tito, Antonio, Ciro e il Saltriosauro), daranno vita ad un’esperienza interattiva unica che dall’Era glaciale ci conduce fino ai giorni nostri.

Le tecnologie multimediali
Il percorso sarà arricchito dalla realtà aumentata, marchio di fabbrica degli ultimi progetti di Coolture. Il visitatore diventa, quindi, uno spettatore che potrà immergersi in una spiaggia preistorica a contatto con i quattro dinosauri protagonisti della mostra, sfruttando tecnologie multimediali interattive come video didattici, visore a 360°, voce narrante e video guida. Ritorno al Giurassico presenta inoltre i modelli dei quattro dinosauri italiani, con la possibilità di acquistare gadget creati con la stampante 3D.

Laboratori didattici e l’app in realtà aumentata
Un’esperienza unica. A renderla tale contribuiscono i laboratori pratici condotti da divulgatori scientifici esperti che permettono di svolgere esperimenti in prima persona sulle tematiche proposte dalla mostra. I partecipanti per rendere ancora più realistica l’esperienza e per imparare divertendosi, potranno scaricare gratuitamente un’applicazione mobile con gioco didattico in realtà aumentata, progettata da Orange ID. Per le aziende, sono in programma anche eventi di team building in cui la mostra diventa l’occasione per approfondire tematiche legate agli strumenti manageriali.

Qualche cenno di storia
Come per le due mostre precedenti "Welcome to the Jungle e Animali vs Supereroi", anche questa vuole indagare - da un punto di vista inedito - la biodiversità del territorio del Parco Nord Milano, collegandosi alla sua storia ancestrale, che inizia milioni di anni prima dell’arrivo della Breda e del Parco. La pianura padana infatti non è sempre stata la grande area pianeggiante e fertile che oggi ben conosciamo; nel corso dei suoi molti milioni di anni di storia si è trasformata, ed è stata sotto-posta a numerosissimi cambiamenti climatici e morfologici.
Nel Paleozoico, ad esempio, l’area del Parco era parte di una piattaforma continentale piuttosto arida. All’epoca dei dinosauri, nel periodo Giurassico (circa 190 milioni di anni fa), era invece parte di un mare caldo dalle acque calme popolato da pesci di ogni forma e dimensione e da altri bizzarri animali.

La visita è adatta anche per scuole di ogni ordine e grado.

INFORMAZIONI GENERALI
“Ritorno al Giurassico. Può contenere tracce di dinosauri”
presso la Cascina Centro Parco di Parco Nord Milano
via Clerici 150 - Sesto San Giovanni (ampio parcheggio disponibile)
Coi mezzi pubblici: MM5 BIGNAMI o Metrotramvia 31
dal 15 settembre fino a dicembre 2018.

www.ritornoalgiurassico.it

ORARI E PREZZI PUBBLICO:
Siamo aperti sabato, domenica e festivi
10.30.12.30 14.30-18.30
(dal 17/09/2018 al 21/09/2018 dalle 16.30 alle 18.30)

Visita guidata alla mostra 6,00€ ridotto 4,00€
Visita guidata + laboratorio 10,00€ ridotto 8,00€
I bambini 0-3 anni entrano gratis
Hanno diritto alla riduzione: I bambini di 4 e 5 anni e gli over 65
I gruppi di minimo 10 componenti paganti.
Famiglie numerose da 5 componenti in su (paganti)

Organizzazione compleanni: a partire da 10,00€ a bambino (min 10 max 25 partecipanti) Gadget per festeggiati e invitati.
Possibilità di organizzare team building per aziende e privati.

CONTATTI:
393 0837918  -  info@coolture.eu - www.ritornoalgiurassico.it
Non è necessaria la prenotazione

INFO SCUOLE:
Prenotazione obbligatoria
329 3831029 idea@ideainrete.net

ORGANIZZATORI
Coolture, Parco Nord Milano e Associazione Idea. 

Consulenza scientifica Paola D’Agostino. Direzione artistica e consulenza scientifica Diego Sala. 
www.coolturemilano.it; ideainrete.net; orange-id.it; elvalue.it

L’iniziativa sostiene i progetti di riqualificazione di Parco Nord Milano grazie ai proventi delle donazioni e della vendita di gadget.

Coolture. Nasce dalla partnership di un pool di professionisti di diversa estrazione professionale che uniscono passione e competenze costituendo un team in grado di creare, sviluppare e gestire progetti culturali che diventino strumenti di comunicazione e formazione per il territorio e per le aziende. Da ottobre 2015 è impegnata nell’ideazione, progettazione, esecuzione e gestione di attività culturali.

Associazione Idea. Dal 2006 si occupa di progettazione, gestione ed esecuzione di attività di di-dattica e divulgazione scientifica. Tra le attività: Oasi Bosco WWF di Vanzago, WWF Italia, Micro-Lab il laboratorio del Parco Nord Milano, Educational Oxy.gen Zambon, Museo di Scienze Naturali di Brescia e ForestLab Casa delle Farfalle Idroscalo

Con il contributo di: Fondazione CARIPLO

martedì 28 febbraio 2017

GRANDE SUCCESSO PER LA MOSTRA PADOVANA "DINOSAURI. GIGANTI DALL'ARGENTINA"

L'esposizione “Dinosauri. Giganti dall’Argentina” ha superato i 168 mila visitatori, entrando nella top ten delle mostre più visitate nella città di Padova.
La mostra dopo Padova si trasferirà a Milano, dove sarà ospitata dal 22 marzo al 9 luglio 2017 al Mudec-Museo delle Culture.

Si è chiusa il 26 febbraio 2017 al Centro culturale Altinate San Gaetano dopo 141 giorni di apertura, con 168.904 mila visitatori, la mostra “Dinosauri. Giganti dall’Argentina”, prodotta dal Comune di Padova con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Un grande successo di pubblico che costituisce un record assoluto per Padova: si tratta della mostra padovana più visitata di sempre, segnalata per più settimane nella top ten delle mostre italiane più visitate (fonte: laRepubblica) nel periodo di apertura ottobre 2016-febbraio 2017.

Organizzata dal Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche del Comune di Padova, da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, Contemporanea Progetti e Cubo, società autrici anche del progetto espositivo, la mostra è stata realizzata in collaborazione con il sistema dei musei pubblici di paleontologia argentini ed il Conicet (CNR argentino), con la supervisione di Edgardo J. Romero, del Museo Argentino de Ciencias Naturales Bernardino Rivadavia e si è avvalsa per l’Italia della voce di Guido Barbujani, professore di genetica all'Università degli Studi di Ferrara.  Inoltre la mostra ha ottenuto il riconoscimento della Marca Paìs del Governo dell’Argentina e i patrocini del Consolato Generale e Centro di Promozione della Repubblica Argentina a Milano e della Regione del Veneto.

Le collaborazioni sono state garanzia della scientificità della mostra, una delle più importanti mostre scientifiche sull'evoluzione dei dinosauri,150 milioni di anni di storia naturale narrati attraverso reperti e copie accuratissime da un territorio paleontologicamente ricco come l’Argentina e mai esposti nel nostro Paese.

La sinergia con l’Università di Padova, che ha dato il patrocinio alla mostra e offerto la collaborazione scientifica del Dipartimento di Geoscienze e del Centro di Ateneo per i Musei per le attività didattiche e di divulgazione, ha permesso anche di aprire al pubblico il Museo di Geologia e Paleontologia con sede a Palazzo Cavalli: 15.835 visitatori hanno potuto ammirare questo prezioso scrigno che conserva decine di migliaia di fossili provenienti non solo dal Triveneto, ma anche da varie località di tutto il mondo. Il museo è famoso soprattutto per la sezione di Paleobotanica, nota come “Sala delle Palme”, che deve il nome alle decine di magnifiche palme fossili del Veneto qui esposte. Il successo di pubblico è stato decretato anche dalle famiglie e dalle scuole, la cui affluenza è stata favorita da un’attenta politica di prezzi: in percentuale il secondo biglietto più venduto dopo quello individuale (47%), è stato il biglietto famiglia (35%) .

Le famiglie hanno affollato la mostra soprattutto nei fine settimana; i più visitati sono stati quelli di febbraio: 11 / 12 – 7.140 visitatori, 18/19 – 7.248 visitatori; la domenica il pubblico ha avuto la possibilità di vedere anche i film e i documentari proiettati nella rassegna cinematografica a tema, che ha totalizzato 800 spettatori. Molto apprezzata la possibilità di festeggiare il compleanno in mostra con laboratori e giochi: realizzati n. 22. Hanno visitato la mostra 1.080 classi di 450 scuole, che hanno potuto usufruire delle attività a loro dedicate: le visite guidate e i laboratori realizzati sono stati 499. Per presentare agli insegnanti la mostra e le attività collegate, sono stati realizzati 3 open day, che hanno coinvolto 200 insegnanti.
Come ci si aspettava, sempre affollate le conferenze a cura del Dipartimento di Geoscienze dell’Università degli Studi di Padova (8, con una media di un centinaio di spettatori a incontro e punte fino a 200 spettatori), che hanno permesso al pubblico di approfondire la conoscenza sui dinosauri italiani e sui relativi ambienti, grazie agli interventi dei massimi esperti nel campo della geologia e della paleontologia.


Ufficio Stampa 24 ORE Cultura
Cell. 366/6462519

lunedì 9 gennaio 2017

I DINOSAURI NELL'ITALIA NORD-ORIENTALE - CONFERENZA DI P. MIETTO A PADOVA


Nell'ambito della mostra "Dinosauri Giganti dall'Argentina" prodotta dal Comune di Padova con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, all'Auditorium del Centro Culturale Altinate S. Gaetano di Padova,  mercoledì 11 gennaio 2017 alle ore 18 si terrà la conferenza 
"I dinosauri nell'Italia nord-orientale" con il dott. Paolo Mietto.

Masso del M. Pelmetto con impronte di dinosauri
Le ricerche sui dinosauri in Italia sono iniziate nel 1985 con la scoperta del sito del Monte Pelmetto, nelle Dolomiti cadorine, dove un masso di dolomia di età Triassica superiore porta impresso un  centinaio di impronte, riferibili a piccoli dinosauri che si muovevano in un’area costiera tropicale.
Fino al 1985 l’opinione del mondo scientifico era di escludere categoricamente l’Italia dalle possibili aree idonee a ospitare dinosauri, opinione poi smentita dai ritrovamenti.
Da quel momento l’Italia, e soprattutto le Alpi Meridionali, dalla Lombardia alla Venezia Giulia, hanno fornito numerosissimi siti che, attraverso le impronte, documentano l’intera storia dei dinosauri, dalla loro comparsa nel Triassico superiore, circa 230 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo, 66 milioni di anni fa. 
Il sito senz’altro più ricco e spettacolare è quello dei Lavini di Marco, situato in Valle dell’Adige presso Rovereto. Qui sono concentrate varie centinaia di impronte, spesso riunite in lunghe piste, di dinosauri appartenenti sia ai grandi sauropodi che ai teropodi, carnivori con andatura bipede. La loro età si colloca nel Giurassico inferiore. 
Partendo dall’area alpina, le ricerche sulle impronte di dinosauri sono state estese a tutto il territorio nazionale, con la scoperta di siti nell’Italia centrale e soprattutto in Puglia. Oltre alle impronte sono stati poi rinvenuti anche resti scheletrici di almeno quattro individui, alcuni con una conservazione del tutto eccezionale.

Paolo Mietto (1947), già docente di Geologia Stratigrafica e Geologia Storica all’Università di Padova, si è dedicato alla biostratigrafia del Triassico e agli studi icnologici: è il responsabile del primo studio delle impronte del Pelmetto e del loro riferimento ai dinosauri.

lunedì 4 gennaio 2016

UOMINI E DINOSAURI SONO MAI COESISTITI?

Questo articolo scritto nel 2013 dal titolo provocatorio "Uomini e dinosauri sono mai coesistiti" è risultato essere, con mia grande sorpresa, tra i 10 più letti sul Blog Gravita-Zero nel 2015, con oltre 2000 letture. Che dire! Grazie a tutti voi!

 

Per rileggere l'intero articolo:

Fonte:






mercoledì 14 ottobre 2015

LE UOVA FOSSILI DEI DINOSAURI SVELANO LA LORO TEMPERATURA CORPOREA

Ricostruzione di un nido con uova di dinosauro - NHM London
Dopo anni di dibattimenti sulla fisiologia termica dei dinosauri un gruppo di ricerca dell'Università della California ha dimostrato con l'analisi di uova fossili che la loro temperatura corporea oscillava tra i 32 e i 37 gradi. 
La questione dibattuta è stata sempre molto importante perchè questo aspetto coinvolge la biologia di questi grandi rettili. Erano a sangue caldo come i mammiferi e gli uccelli o a sangue freddo come i rettili e gli anfibi? Quindi, rispettivamente, erano endotermici cioè mantenevano la loro temperatura corporea interna con il loro metabolismo indipendentemente dall'ambiente o viceversa erano ectotermi cioè usavano fonti di calore esterne per regolare la loro temperatura corporea? Ovvero, erano alquanto dinamici di giorno e/o di notte o avevano dei ritmi più lenti?

La ricerca finanziata dalla National Science Foundation (NSF) ha indicato che le loro temperature corporee erano ad uno stadio intermedio tra l'endotermia e l'ectotermia.

La tecnica scientifica utilizzata è stata quella degli isotopi contenuti nel carbonato di calcio delle uova fossili dei dinosauri. La temperatura corporea evidenziata dalle analisi sulle uova ha fatto emergere quella interna del dinosauro femmina al momento dell'ovulazione, rappresentando così una misura diretta della temperatura delle uova esaminate. Queste, tutte provenienti dall'Argentina e dalla Mongolia, datate circa 80 milioni di anni fa sono state deposte da grandi sauropodi dal collo lungo, del gruppo dei titanosauri e oviraptoridi, molto più piccoli e simili agli uccelli ed al Tyrannosaurus rex. 
I risultati hanno stabilito che i grandi sauropodi avevano una temperatura di circa 37 gradi mentre quella dei oviraptoridi era di 32 gradi. I Paleontologi hanno concluso che i titanosauridi avevano una temperatura corporea simile agli animali endotermi moderni, per interderci i mammiferi. Mentre, gli oviraptoridi con una temperatura più bassa possedevano una termoregolazione paragonabile a quella degli uccelli moderni, ma con la particolarità di poterla aumentare al di sopra di quella ambientale, affidandosi a fonti di calore esterne come quella del sole. 

Fonti:

Eagle, Robert A., Enriquez Marcus,  Grellet-Tinner Gerald, Perez-Huerta Alberto, Hu David, Tutken Thomas, Montanari Shaena, Loyd Sean J., Ramirez Pedro, Tripati Aradhna K., Kohn Matthew J., Cerling Thure E.,Chiappe Luis M., Eiler John M. - "Isotopic ordering in eggshells reflects body temperatures and suggests differing thermophysiology in two Cretaceous dinosaurs" - Nature Communications, 6, Article number: 8296, doi:10.1038/ncomms9296




mercoledì 27 maggio 2015

SULLE IMPRONTE DEI DINOSAURI ... CON E PER I BAMBINI

"Mamma mi annoio! cosa posso fare?" Quante volte abbiamo sentito queste parole dai nostri figli. La risposta che diamo può essere molteplice..."accenditi la TV", quando noi genitori siamo occupati nelle nostre faccende, "leggiti un libro", per i genitori più intellettuali o "vai a giocare in giardino", ma è un suggerimento per pochi bambini fortunati. Si può proporre invece  un'attività creativa che possa stimolare sia la manualità che una mentalità scientifica
Considerando che non ho mai incontrato un bambino che non sia affascinato dai dinosauri, si può proporre loro di stampare delle loro impronte fossili; questi grandi rettili ormai estinti sono presenti nei sogni notturni dei nostri piccoli, come pure nei sogni ad occhi aperti che ogni tanto un bambino fa anche nei momenti meno opportuni, per esempio durante un compito di matematica! Dalla mia esperienza ho compreso che informazioni su quanto erano grandi, pesanti, lunghi, larghi questi antichi rettili non vengono memorizzati, sono soltanto confronti che portano un'emotività temporanea ma non sottolineano alcun concetto, l'onda di un "Oh che bello, che grande, che lungo, che feroce, roarrrrrr...ecc." si infrange nella loro mente senza lasciare traccia.

Appunto, un aspetto che viene sempre trascurato nello studio dei dinosauri è quello delle loro impronte fossili. A tante persone potrebbero risultare dei reperti poco importanti, tuttavia i Paleontologi riescono a ricavarne delle informazioni che i semplici scheletri non danno.
L'esperienza divertente ma anche educativa che vi propongo si può svolgere a casa senza particolari accorgimenti o materiali, incoraggiando i bambini a a riflettere su alcuni aspetti di vita di questi animali estinti e sviluppando anche qualche ragionamento logico-deduttivo.

Procuratevi due modellini di dinosauri famosi come per esempio il Tyrannosauro ed il Triceratopo, che popolavano l'America settentrionale circa 67 milioni di anni fa, entrambi del periodo geologico chiamato Cretacico superiore. Realizzate della pasta di sale (vedi ricetta a fondo pagina) alla quale avrete aggiunto durante la lavorazione non soltanto acqua ma anche un po' di caffè liquido e macinato per rendere la pasta di sale marrone, simile al terreno fangoso in cui i dinosauri camminavano. Dopo avere spianato il nostro "fango di sale" premete le zampe dei dinosauri. 

Compariranno le impronte dei due esemplari, che adesso ci possono raccontare la loro storia.
Sono identiche?  No! Le tracce lasciate dai due dinosauri non sono dello stesso tipo.
- Il Tirannosauro ne ha lasciate due, mentre il Triceratopo quattro. Perchè? Il primo camminava su due zampe, il secondo su quattro. I Paleontologi, per esprimere questo modo di camminare usano due parole difficili; dicono allora che il Tirannosauro era bipede ed il Triceratopo era quadrupede
- La forma delle due impronte poi è diversa e fa comprendere che il Tirannosauro era un carnivoro mentre il Triceratopo era un erbivoro. Infatti il primo per cacciare le sue prede utilizza degli artigli, mentre il secondo non li possiede poichè la forma delle sue impronte è piuttosto rotonda.

- Quando hanno prodotto le loro impronte?  Ma sicuramente non vivevano assieme. Allora è probabile che le orme siano state impresse nel fango nel momento in cui il Tirannosauro stava per catturare il Triceratopo.

State immaginando la scena di caccia? E' avvenuta milioni di anni fa, ma in questo istante prende vita a casa vostra! Roarrrrr... La noia è scomparsa!

Ma come e perchè le orme si sono conservate fossili? E' necessario che i dinosauri abbiano calpestato un terreno fangoso, in modo che le loro zampe rimangano impresse, un po' come avete fatto fare ai vostri due dinosauri. Poi le orme si devono indurire al sole per un po' di tempo, qualche giorno, senza che nessun agente esterno possa rovinarle.  Ora affinchè si conservino per milioni di anni devono essere ricoperte da altro fango che diventerà nel tempo roccia.


Se volete portate i vostri bambini ad osservare una reale impronta di dinosauro andate ai link:

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Ricetta pasta di sale
Mescolare assieme 200 g di farina, 100 g di sale fino e 100 g tra acqua e caffè.
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Articolo pubblicato sulla rubrica "I BLOG IMPERDIBILI" di  MAMMABANANA.COM

www.mammabanana.com
 

martedì 28 aprile 2015

UNA POSSIBILE SOLUZIONE ALLA DETERMINAZIONE DEL SESSO DEGLI STEGOSAURI

Dimorfismo sessuale nelle placche dorsali di S. mjosi
A pochi giorni dall'uscita di una ricerca che dava una possibile soluzione al sesso dei dinosauri (vedi precedente post), ecco spuntare un'altra pubblicazione scientifica in cui si ipotizza il dimorfismo sessuale nei conosciutissimi stegosauri. In questo nuovo studio pubblicato sulla rivista PlosOne da Evan Saitta dell'Università di Bristol si dimostra che la diversa conformazione delle imponenti placche osse poste sul dorso degli stegosauri distinguevano il sesso di questi grandi rettili.

E' sempre stato molto difficile fare luce sul sesso dei dinosauri per svariate ragioni. Prima di tutto le parti molli finora non si sono mai ritrovate nei giacimenti, poi i resti rinvenuti molto spesso sono limitati a pochi pezzi, infatti è molto raro che lo scheletro di un dinosauro si trovi completo al 100% ed infine molte volte i Paleontologi hanno proposto che alcuni ornamenti ossei come le piastre dorsali dello Stegosauro fossero in realtà ornamenti che distinguevano due diverse specie o due diversi individui.

Questo genere di dinosauro si è rinvenuto in un maggior numero di esemplari nella formazione Morrison del Giurassico superiore, nella parte occidentale degli Stati Uniti. Era quadrupede, erbivoro, con una testa piccola e sproporzionata in confronto al corpo, con una coda lunga e mentre gli arti anteriori erano lunghi e robusti, quelli posteriori si presentavano colonnari. Caratteristica principale di questo genere era questa armatura sul dorso, costituita da piastre ossee verticali che variavano la loro forma e dimensione dal collo fino alla coda.

Ora questo studio si basa su dati quantitativi e su analisi istologiche delle placche ossee. Sono stati infatti presi in considerazione 3 esemplari scoperti presso la Howe Ranch in Wyoming, altri 5 individui rinvenuti nella Cava JRDI trovati a Erba Range nel Montana che provengono dallo stesso strato roccioso e ancora 2 individui provenienti dalla Cava Meylin in Como Bluff, Wyoming. 
Confrontando la forma e le dimensioni delle piastre osse di questi individui tutti appartenenti alla specie Stegosaurus mjosi i ricercatori hanno dimostrato che ci sono 2 forme distinte: quelle ovali, più larghe che alte e quelle più alte che larghe. Le prime appartevano ai maschi poichè venivano utilizzate come richiamo per le femmine, mentre quelle più alte appartenevano alle femmine che probabilmente se ne servivano come deterrente nei confronti dei predatori.

Fonte:
Saitta ET (2015) "Evidence for Sexual Dimorphism in the Plated Dinosaur Stegosaurus mjosi (Ornithischia, Stegosauria) from the Morrison Formation (Upper Jurassic) of Western USA" PLoS ONE 10(4): e0123503. doi:10.1371/journal.pone.0123503

Altri articoli sul sesso dei dinosauri al link: