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lunedì 23 gennaio 2017

ALLA SCOPERTA DEI DINOSAURI RITROVATI IN ITALIA



Nell’ambito della mostra “Dinosauri Giganti dall’Argentina”, prodotta dal Comune di Padova e attualmente in corso presso il Centro culturale Altinate San Gaetano fino al 26 febbraio, mercoledì 25 gennaio alle ore 18 nell’auditorium del Centro si terrà la conferenza “Dal baby dinosauro campano al titanosauro romano. Alla scoperta dei dinosauri ritrovati in Italia” a cura del Prof. Cristiano Dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano.

Questa volta è il dott. Cristiano Dal Sasso, del Museo di Storia Naturale di Milano, che racconterà al pubblico gli eccezionali ritrovamenti – tutti italiani come ricorda il titolo della conferenza - di un baby” dinosauro, Scipionyx samniticus fossilizzatosi con gli organi interni, rinvenuto a Pietraroia (Benevento), e dell’ultima grande scoperta, “Tito”, un titanosauro di taglia ridotta riemerso a pochi passi da Roma, sui Monti Prenestini.
Fino a due decenni fa si riteneva impossibile che nel nostro paese potessero venire alla luce fossili di dinosauri. Questo perché l'Italia, così come emergeva dagli studi geologici, nell’era mesozoica (250-65 milioni di anni fa) doveva essere tutta sommersa dalle acque dell’oceano di Tetide e dunque non abitata dalle “lucertole terribili”. La scoperta di Scipionyx samniticus è stata la prima e certamente la più clamorosa. Conquistando la copertina di Nature nel 1998, ha avuto un impatto senza precedenti per la paleontologia italiana e questo reperto, poi descritto in dettaglio in una monografia di 300 pagine co-autorata da un altro paleontologo italiano, Simone Maganuco, rappresenta un unicum nella documentazione fossile mondiale.

Tuttavia questo è stato solo il primo di una serie di sensazionali quanto inaspettati ritrovamenti di resti scheletrici di dinosauri in Italia che stanno portando a riscrivere la storia geologica e la preistoria della nostra penisola.

Cristiano Dal Sasso – Paleontologo di origini asiaghesi, ha studiato gran parte dei dinosauri italiani e ha guidato un gruppo di studio internazionale che su Science e National Geographic ha ridescritto Spinosaurus, scoprendo unici adattamenti alla vita acquatica di questo dinosauro rivelatosi più grande del T. rex.

Informazioni e prenotazioni mostra: 
Ne-t by Telerete Nordest S.r.l. +39 049 2010010

lunedì 9 gennaio 2017

I DINOSAURI NELL'ITALIA NORD-ORIENTALE - CONFERENZA DI P. MIETTO A PADOVA


Nell'ambito della mostra "Dinosauri Giganti dall'Argentina" prodotta dal Comune di Padova con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, all'Auditorium del Centro Culturale Altinate S. Gaetano di Padova,  mercoledì 11 gennaio 2017 alle ore 18 si terrà la conferenza 
"I dinosauri nell'Italia nord-orientale" con il dott. Paolo Mietto.

Masso del M. Pelmetto con impronte di dinosauri
Le ricerche sui dinosauri in Italia sono iniziate nel 1985 con la scoperta del sito del Monte Pelmetto, nelle Dolomiti cadorine, dove un masso di dolomia di età Triassica superiore porta impresso un  centinaio di impronte, riferibili a piccoli dinosauri che si muovevano in un’area costiera tropicale.
Fino al 1985 l’opinione del mondo scientifico era di escludere categoricamente l’Italia dalle possibili aree idonee a ospitare dinosauri, opinione poi smentita dai ritrovamenti.
Da quel momento l’Italia, e soprattutto le Alpi Meridionali, dalla Lombardia alla Venezia Giulia, hanno fornito numerosissimi siti che, attraverso le impronte, documentano l’intera storia dei dinosauri, dalla loro comparsa nel Triassico superiore, circa 230 milioni di anni fa, alla fine del Cretaceo, 66 milioni di anni fa. 
Il sito senz’altro più ricco e spettacolare è quello dei Lavini di Marco, situato in Valle dell’Adige presso Rovereto. Qui sono concentrate varie centinaia di impronte, spesso riunite in lunghe piste, di dinosauri appartenenti sia ai grandi sauropodi che ai teropodi, carnivori con andatura bipede. La loro età si colloca nel Giurassico inferiore. 
Partendo dall’area alpina, le ricerche sulle impronte di dinosauri sono state estese a tutto il territorio nazionale, con la scoperta di siti nell’Italia centrale e soprattutto in Puglia. Oltre alle impronte sono stati poi rinvenuti anche resti scheletrici di almeno quattro individui, alcuni con una conservazione del tutto eccezionale.

Paolo Mietto (1947), già docente di Geologia Stratigrafica e Geologia Storica all’Università di Padova, si è dedicato alla biostratigrafia del Triassico e agli studi icnologici: è il responsabile del primo studio delle impronte del Pelmetto e del loro riferimento ai dinosauri.