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martedì 28 aprile 2015

UNA POSSIBILE SOLUZIONE ALLA DETERMINAZIONE DEL SESSO DEGLI STEGOSAURI

Dimorfismo sessuale nelle placche dorsali di S. mjosi
A pochi giorni dall'uscita di una ricerca che dava una possibile soluzione al sesso dei dinosauri (vedi precedente post), ecco spuntare un'altra pubblicazione scientifica in cui si ipotizza il dimorfismo sessuale nei conosciutissimi stegosauri. In questo nuovo studio pubblicato sulla rivista PlosOne da Evan Saitta dell'Università di Bristol si dimostra che la diversa conformazione delle imponenti placche osse poste sul dorso degli stegosauri distinguevano il sesso di questi grandi rettili.

E' sempre stato molto difficile fare luce sul sesso dei dinosauri per svariate ragioni. Prima di tutto le parti molli finora non si sono mai ritrovate nei giacimenti, poi i resti rinvenuti molto spesso sono limitati a pochi pezzi, infatti è molto raro che lo scheletro di un dinosauro si trovi completo al 100% ed infine molte volte i Paleontologi hanno proposto che alcuni ornamenti ossei come le piastre dorsali dello Stegosauro fossero in realtà ornamenti che distinguevano due diverse specie o due diversi individui.

Questo genere di dinosauro si è rinvenuto in un maggior numero di esemplari nella formazione Morrison del Giurassico superiore, nella parte occidentale degli Stati Uniti. Era quadrupede, erbivoro, con una testa piccola e sproporzionata in confronto al corpo, con una coda lunga e mentre gli arti anteriori erano lunghi e robusti, quelli posteriori si presentavano colonnari. Caratteristica principale di questo genere era questa armatura sul dorso, costituita da piastre ossee verticali che variavano la loro forma e dimensione dal collo fino alla coda.

Ora questo studio si basa su dati quantitativi e su analisi istologiche delle placche ossee. Sono stati infatti presi in considerazione 3 esemplari scoperti presso la Howe Ranch in Wyoming, altri 5 individui rinvenuti nella Cava JRDI trovati a Erba Range nel Montana che provengono dallo stesso strato roccioso e ancora 2 individui provenienti dalla Cava Meylin in Como Bluff, Wyoming. 
Confrontando la forma e le dimensioni delle piastre osse di questi individui tutti appartenenti alla specie Stegosaurus mjosi i ricercatori hanno dimostrato che ci sono 2 forme distinte: quelle ovali, più larghe che alte e quelle più alte che larghe. Le prime appartevano ai maschi poichè venivano utilizzate come richiamo per le femmine, mentre quelle più alte appartenevano alle femmine che probabilmente se ne servivano come deterrente nei confronti dei predatori.

Fonte:
Saitta ET (2015) "Evidence for Sexual Dimorphism in the Plated Dinosaur Stegosaurus mjosi (Ornithischia, Stegosauria) from the Morrison Formation (Upper Jurassic) of Western USA" PLoS ONE 10(4): e0123503. doi:10.1371/journal.pone.0123503

Altri articoli sul sesso dei dinosauri al link:



martedì 7 aprile 2015

POSSIBILE SOLUZIONE SULLA DETERMINAZIONE DEL SESSO DEI DINOSAURI

W. Scott Persons IV, lo studente appena laureato con il reperto
Nuove ipotesi chiariscono un aspetto finora oscuro delle differenze sessuali dei dinosauri. Un team di paleontologi dell'Università di Alberta Canada ha ipotizzato che nei dinosauri appartenenti al gruppo degli Oviraptor, il cosiddetto dimorfismo sessuale, ovvero quel fenomeno per il quale individui di genere maschile e femminile presentano delle caratteristiche fisiche diverse dovute ai caratteri sessuali, si possa identificare con delle sostanziali diversità presenti nelle ossa della loro coda. 

La determinazione del sesso di ogni dinosauro è davvero difficile, in quanto gli organi riproduttivi che sono morbidi, fossilizzano raramente. Solitamente quello che si rinviene nei dinosauri infatti sono ossa che non forniscono alcuna prova diretta se quell'esemplare fosse in vita, maschio o femmina. Finora tutti i tentativi di riconoscere il dimorfismo sessuale tra i dinosauri è stato alquanto controverso ed inconcludente. Lo studio pubblicato su Scientific Reports da un team di paleontologi ha descritto un possibile caso di dimorfismo sessuale per la specie Khan mckennai, in base alla diversa morfologia delle ossa della coda.

La nuova ricerca ha identificato delle prove indirette rilevate proprio sulle ossa della coda dei due esemplari studiati, che i ricercatori hanno chiamato "Romeo e Giulietta".

Le 2 code a confronto
Da analisi sugli attuali uccelli che sono i discendenti di alcuni gruppi di dinosauri, gli studiosi sanno che delle strutture anatomiche riferibili a dimorfismo sessuale, si inseriscono sulle ossa lasciando dei segni evidenti. Accade per esempio nei pavoni, la coda del maschio molto sviluppata differisce da quella della femmina nella sua struttura anatomica. Finora mai alcun Paleontologo aveva mai avuto evidenza di queste differenze, ma l'eccezionalità dello stato di conservazione del reperto in questo caso lo ha permesso, portando nuova luce su un aspetto di questi rettili ancora per lo più supportato da ipotesi.
Il team di paleontologi ha identificato due esemplari di Khan mckennai di più o meno della stessa taglia e coevi, cioè della stessa età, infatti si sono fossilizzati entrambi nello stesso strato di arenaria all'incirca 75 milioni di anni fa. Differenze sostanziali però sono risultate evidenti proprio su uno dei due esemplari. Questo infatti possiede delle ossa della coda più grandi, con una maggiore superficie, adatta a delle inserzioni muscolari più estese. Ciò indica che l'individuo in questione poteva utilizzare la coda in maggior misura, probabilmente muovendola per far vedere le sue lunghe piume e supporta l'ipotesi che quest'esemplare fosse maschio ... poteva corteggiare le femmine ... appunto Romeo.

Fonti: