Visualizzazione post con etichetta Azhdarchidae. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Azhdarchidae. Mostra tutti i post

domenica 1 gennaio 2017

RETTILI VOLANTI: VIDEO DEL QUETZALCOATLUS

Chiude in positivo l'attività della Cooperativa Gemina sopratutto dopo l'inserimento al sito paleontologico di Villaggio del Pescatore del rettile volante in realtà aumentata
Da ottobre 2016 infatti è apparso nel cielo sopra la cava di estrazione del dinosauro Antonio uno dei più grandi rettili volanti apparsi mai sul nostro pianeta. Appartenente alla famiglia degli Azhdarchidae, gruppo di pterosauri vissuti nel Cretacico superiore è visibile nella sua maestosità grazie alla nuova tecnologia della realtà aumentata. Dal tablet disponibile si vede infatti spiccare il volo da una roccia posta vicino al calco del nostro dinosauro Antonio. 

Ma perchè rettili volanti? In un intervallo temporale tra i 108 e i 66 milioni di anni fa i pterosauri solcavano i cieli dell'Europa e quindi anche nelle nostre zone. Infatti tra i reperti rinvenuti durante lo scavo del dinosauro Antonio è stato scoperto anche un osso di pterosauro.

Nel video una ricostruzione del Quetzalcoatlus. La replica esposta per la prima volta in Italia aveva un'apertura alare di circa 11 metri. 



Il sito paleontologico del Villaggio del Pescatore

è chiuso nei mesi di gennaio e febbraio 2017.

Per richiedere visite guidate per scolaresche o gruppi turistici o prenotare laboratori al link: http://www.cooperativagemina.it/
Scrivere per informazioni all'indirizzo email: cooperativagemina@gmail.com
cell: 39 3347463432

mercoledì 20 agosto 2014

AMPLIAMENTO DELLE CONOSCENZE PALEONTOLOGICHE SULLA FAM. AZHDARCHIDAE - PTEROSAURI DEL CRETACICO

Un paleontologo dell'Istituto dell' Accademia Russa delle Scienze ha condotto un nuovo studio paleontologico sulla diversità e distribuzione dei pochi frammenti ossei provenienti da tutto il mondo della famiglia Azhdarchidae, un gruppo di pterosauri del Cretacico.





Finora gli "Azhdarchidae" rappresentavano un incubo nella mente dei paleontologi, in quanto purtroppo i fossili di pterosauri sono difficili da trovare poichè le loro ossa piuttosto fragili, vengono distrutte o frantumate prima che inizi il processo di fossilizzazione. La maggior parte dei taxa infatti venivano classificati sulla base di poche ossa frammentarie o di pochi scheletri mal conservati; tra l'altro alcuni di questi materiali aspettavano di essere studiati da quarant'anni. Ora finalmente si è compreso qualcosa di più.
Secondo lo studio pubblicato sulla rivista Zookeys, a differenza dei pterosauri precedenti, questi non avevano denti. "Ciò riflette a quanto pare alcuni cambiamenti fondamentali negli ecosistemi del Cretacico che ancora non si comprendono" riferisce l'autore dello studio Alexander Averianov. Questi antichi rettili che dominavano i cieli del Cretacico vantavano un'apertura alare che variava da un metro a un metro e trenta centimetri. Popolando antichi ambienti marini costieri o laghi o fiumi, il ricercatore ha dedotto inoltre che fossero più comuni di quanto si pensasse.

Fonte:

Altri articoli su pterosauri:
Caiuajara dobruskii: una nuova specie di pterosauro brasilano